Roncegno e le sue 100 sorgenti
La ricerca delle sorgenti
L’acqua è da sempre strettamente legata alla storia di Roncegno, fin dagli anni di inizio secolo il paese era una gemma dell'impero Austroungarico. l 19 febbraio 1993 i soci, gli alunni delle classi 1A, 2A e 3A, con uno sguardo verso il passato, decisero di approfondire l’argomento, costituendo l’Associazione Cooperativa Scolastica, d’allora in poi nominata “A.C.S. LA SORGENTE”.
Gli scopi dichiarati della cooperativa scolastica erano le ricerche, gli studi e le varie attività legate alle acque che sgorgano sul territorio comunale, nell'entroterra montano di Roncegno.
Dopo l'attento studio di una cartina con indicate l'idrografia e l'orografia della zona, i ragazzi e il prof. Montibeller hanno individuato oltre 100 sorgenti, iniziando un capillare lavoro sul territorio.
L'idea era quella di raccogliere campioni d'acqua da ognuna, imbottigliandoli in ampolle da 250ml e ponendo sull'etichetta indicazioni essenziali come: nome della sorgente, data del prelievo,
località, altitudine, ecc.
Storia dell'acqua ferruginosa arsenicale
L’acqua più famosa di Roncegno è quella ferruginoso-arsenicale che proviene dalla Valle del Diavolo, sul monte Tesobbo. Quest'acqua ha reso Roncegno celebre in tutto il mondo.
Secondo la storia locale, un giorno un contadino che lavorava in quel bosco prestò particolare attenzione a un rigagnolo d'acqua rossastra che sgorgava da una fenditura nella roccia. La assaggiò e fece subito grandi boccacce, poiché era amara come l’arsenico. Quando non si sentiva tanto bene, ogni tanto andava a prenderne un po’. Faceva fatica a berla, però poi si sentiva meglio.
Un giorno raccontò tutto al dottore del paese, il quale, dopo aver svolto indagini più approfondite, scoprì che quell'acqua aveva proprietà terapeutiche e benefiche per diverse malattie, soprattutto della pelle e per gli esaurimenti nervosi.
Quel dottore è oggi ricordato con un monumento nella piazza principale del paese: si tratta del dottor Achille De Giovanni. Dopo essersi consultato con i suoi colleghi, egli pensò di realizzare un albergo dove i clienti potessero bere quell’acqua come cura e fare bagni terapeutici.
Così nacquero, a poco a poco, gli splendidi edifici che ora formano il complesso termale che tutti ammirano. Nel paese sorsero alberghi e cominciarono ad arrivare da tutta Europa ricchi signori dell’epoca: nacque così il turismo termale a Roncegno. Il paese venne abbellito con parchi e viali e molti abitanti trovarono lavoro senza dover emigrare.
Alle Fonti, luogo vicino alle sorgenti, venne costruita una galleria rivestita di piastrelle e con un lavandino di marmo, ancora visibile, per raccogliere la preziosa acqua.
Il destino fu però avverso con Roncegno: dal 1915 al 1918 la Prima Guerra Mondiale distrusse tutto ciò che era stato costruito. Naturalmente, in seguito si ricostruirono case e alberghi, ma non tornarono mai allo splendore originario. Nel frattempo anche la famosa sorgente dava preoccupanti segni di esaurimento. Gli operai tentarono di alimentarla con l'acqua del torrente Argento, ma la situazione non migliorò.
Il terremoto del Friuli del 1976 le diede infine il colpo di grazia: l'acqua si perse definitivamente nelle viscere della terra.
RACCONTI DI VISITE ALL'ACQUEDOTTO COMUNALE
Sorgente Vallette 1, metri 1430.
Si trova poco a nord della strada, prima della baita degli Alpini. E' composta da un complesso manufatto con cunicoli, canalette, rampe di scale e numerose bocche per le sorgenti, dalle quali si raccoglieva nel piccolo serbatoio in fondo. Da qui si diparte un tubo per il serbatoio, nel quale la temperatura era mite rispetto all'esterno, infatti sui soffitti si notavano molte gocce di condensa. Temperatura dell’acqua: 8°C; aria: 0°C; portata: 3,4 litri al secondo.
Vi sono, inoltre, 2 serbatoi di arrivo dell'acqua di 3 sorgenti (Paicovel, Vallette 1,2), i quali comunicano fra di loro e si riempiono a vicenda. Da lì partono due linee di tubi: 1 verso la zona di S.Brigida, 1 verso la zona di Fodra. In questi serbatoi arrivano 15 l/sec. complessivamente. Il grande serbatoio di Fodra, m. 1170, è un manufatto in cemento armato di forma circolare diviso a metà da una barriera profonda 6-7 metri contiene 320.000 litri di acqua. Quando è pieno, delle valvole speciali a galleggiante chiudono il tubo e l'acqua torna indietro e scende per un altro acquedotto, verso la zona del ripetitore posto sopra il maso Molini.
Sorgente Vallette 2, metri 1450.
Si tratta di complessi manufatti in calcestruzzo con gallerie artificiali che entrano nel terreno fino alle bocche dalle quali esce l'acqua limpidissima. L'acqua si raccoglie in canalette piastrellate in pendenza che si convogliano in piccole vasche da un metro cubo, dalle quali partono dei grossi tubi di diametro di 10 centimetri. Temperatura dell’acqua: 7°C, aria: 0°C; portata: 6,8 litri al secondo.
Vari tipi di sorgenti
In base alla portata d’acqua le sorgenti si possono suddividere in grandi e piccole, Sono grandi le sorgenti che hanno una portata più o meno costante attorno attorno a 1 litro al secondo.
Le grosse sorgenti sono poche, le piccole sono numerose. Fra le maggiori nominiamo:
- sorgente SPIAZON, quota 2100, in Val Portella (dove nasce il torrente Larganza) con una portata molto alta, variabile dai 10 ai 30 l/sec;
- sorgente SMEL, quota con 15-20 l/sec.
Dallo studio della Cinquevalli: sorgente GOTATI: con 15-20 l/sec.; sorgente PERE con 10-12 l/sec.; sorgente ILBA ALLE PRESE con 10-15 l/sec.; sorgente FONTANE DEI CHEULI con 8-12 l/sec.; sorgente TRENCA con 15-20 l/sec.; sorgente POFFEN con 10-12 l/sec.; sorgente PAICOVEL con 10-15 l/sec.; sorgente VALLETTE 1 con 10-15 l/sec.; sorgente CANE con 8-10 l/sec.; sorgente LAGO DELLE PRESE con 8-10 l/sec.; sorgente MAILERI con 10-20 l/sec.; sorgente CROZZERI con 8-10 l/sec.; sorgente COFLERI con 5 l/sec.; sorgente SCALVIN con 6-8 l/sec.




















