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Festival della Cultura dell'Albero 2025

Sculture

El Salvanelo - di Alberto Boschetti

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La scultura: 

Nelle leggende della tradizione trentina, il Salvanèl assume l'aspetto di un agile folletto dispettoso che si diverte a burlarsi dei contadini, delle donne e dei pastori o a spaventare i bambini pigri e disubbidienti. Questa creaturina silvestre esce dai boschi improvvisamente e altrettanto velocemente scompare. Vestito di verde, di frasche, o di rosso, è birichino, schivo e malizioso, ma soprattutto geloso della sua foresta.

Dietro le sue malefatte, però, si nasconde saggezza: il suo intento è quello di impartire una lezione a chi, per esempio, non ascolta i consigli degli altri e fa di testa sua. Puoi vederlo correre da un albero all'altro, può invitarti ad entrare nella foresta fitta e scura, ma stai attento a seguirlo, potresti perderti nel bosco!

L'artista: 

Alberto Boschetti, intagliatore e scultore del legno a Pieve Tesino, in provincia di Trento, sviluppa il proprio lavoro intorno alla rappresentazione realistica. La sua formazione inizia in un piccolo laboratorio locale, dove scopre gli strumenti e le prime regole della scultura. Prosegue poi al Liceo Artistico, diplomandosi nel 2016 nella lavorazione dei metalli, per tornare successivamente al materiale che più lo interessa: il legno. A Ortisei approfondisce la specializzazione figurativa e, con l’esame di fine apprendistato nel 2019, avvia un percorso professionale indipendente.

Dal 2020 lavora con privati, aziende e amministrazioni, realizzando opere pensate per integrarsi negli ambienti a cui sono destinate. Le sue figure, umane o animali, nascono dall’osservazione attenta dei volti e dei gesti reali. Boschetti privilegia il taglio vivo dello scalpello, che lascia il legno naturale e mette in risalto contrasti, tratti espressivi e dinamica delle forme. Per lui l’equilibrio della figura è un processo di ascolto e costruzione, dove il dettaglio emerge più da una scelta di incisione che da una rifinitura estrema.

 

Aguana - di Gianluigi ZeniWhatsApp Image 2025 12 15 at 15

La scultura: 

Nelle radure più incantate, tra il gorgoglio di fiumi e ruscelli, puoi incontrare delle incantevoli e misteriose fanciulle. Sono le Anguane, mezze fate e mezze streghe, dalla voce che è un canto, dal volto bianchissimo, dette anche Angane, Gane, Vivane, Valdane.

Molto spesso in gruppi di tre, le Anguane si aggirano nei boschi, ma non è così facile scorgerle. Silenziose ed evanescenti, legate al bosco e

all'acqua, cui sono inscindibilmente legate, con le loro lunghe chiome dorate possono far innamorare qualche giovane; possono mescolarsi ai

paesani e, misteriosamente ricche, costruirsi palazzi; oppure vendere mazzolini di fiori azzurri o anche sposarsi. Esse, però, ambigue e misteriose, impongono regole incomprensibili da rispettare o segreti che, se svelati, le trasformano in lontre, come ne "Le Anguane del Cismón", o le fanno sparire. Se accade, è per sempre e lasciano dietro di sé mariti affranti, come nella leggenda "El carador e le Vivane", o ruderi di castelli schiantati dalla loro furia, come ne "L'oro delle Angane". A segnalarne l'antica presenza, resta il ricordo del loro nome impresso nei vari crozi de le Vivane o busi de le Anguane sparsi nelle valli trentine

L'artista: 

Sono nato a Feltre il 25 marzo 1986 e fin da piccolo, grazie al padre scultore, ho preso confidenza con la lavorazione del legno.

Dopo il diploma alla scuola d’arte di Pozza di Fassa, decido di continuare a seguire le impronte di mio padre lavorando insieme a lui in bottega e continuando così a perfezionare la mia tecnica.
Maturata la giusta padronanza di questo materiale, decido di allontanarmi dalla linea classica di mio padre e di inoltrarmi in un sentiero di ricerca della mia personalità artistica.
È così che, spinto da questo spirito innovativo, decido di esprimere con la mia scultura delle tematiche di attualità.
Con una rinnovata visione artistica e con tanta sete di imparare, decido di affinare ulteriormente tecniche e conoscenza frequentando l’Accademia di Belle Arti a Verona.
Qui imparo in maniera più approfondita la storia dell’arte, l’utilizzo dei colori e la lavorazione di altri materiali.

Durante gli anni di apprendimento accademico, rimango particolarmente colpito dalla forza espressiva dei graffiti dai quali trovo ispirazione e ne utilizzo la particolare semplicità e forza che riescono a trasmettere per farne uso proprio nelle mie sculture.

Al centro della mia corrente artistica prende così forma una linea di forte critica verso il dilagante inquinamento sociale e naturale e ai problemi ad esso correlati.
Attualmente vivo e lavoro a Mezzano di Primiero dove, avvolto da natura e montagne, vivo il lento trascorrere dei giorni con la passione per il mio lavoro.
È dal quieto vivere tra le montagne, amiche di gioco e severe maestre, che trovo una sempre nuova spinta per creare, crescere e divertirmi con questa mia grande passione.