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Utilizzo delle castagne nell’alimentazione tradizionale e nella cucina attuale

La castagna per molti secoli, almeno fino all’inizio della seconda metà del 900, è stata un alimento fondamentale per la gran parte della popolazione rurale, costituendo una risorsa alimentare sostenibile e altamente nutriente, spesso rimedio a carestia e povertà. Le castagne erano considerate un vero e proprio alimento base, in grado di sostituire i più pregiati cereali. Non a caso lo storico greco Senofonte definì il castagno “albero del pane”. In montagna, addirittura ogni famiglia viveva di castagne per almeno 4/5 mesi l’anno. Nelle case di una volta, con la stufa sempre accesa d’inverno, far cuocere le castagne era un’abitudine senza costi aggiuntivi. L’unico modo per conservare le castagne a lungo in inverno era farle seccare, per questo poi per mangiarle venivano fatte ammorbidire nel latte.

La castagna aveva un’elevata importanza alimentare in una società basata su un’economia di sussistenza, strettamente legata alle risorse naturali dell’ambiente. Del castagno nulla veniva gettato: il suo legname ha riscaldato i casolari, ha fornito tannino, lettiera e fogliame per il bestiame, materia prima per costruzioni, paleria ed attrezzi di uso quotidiano, mentre le castagne non buone si davano agli animali.

Dal punto di vista nutrizionale la castagna è un alimento pregiato, grazie all’alta percentuale di amidi abbinata a un discreto contenuto di grassi, proteine, sali minerali (soprattutto potassio, fosforo, zolfo, magnesio, calcio, ferro) e vitamine. Queste caratteristiche, unite all’ottima digeribilità, rendono la castagna un frutto sano e nutriente, ideale anche per gli sportivi. L’assenza di glutine ne fanno un ottimo componente nella dieta per celiaci.

Le castagne si possono cuocere in diversi modi; le caldarroste si preparano direttamente sul fuoco in una padella bucherellata, si possono arrostire anche in forno a 200 °C per circa 30 minuti, oppure si lessano in acqua bollente sempre per 30 minuti. In tutti i casi, è necessario incidere la buccia delle castagne con l’aiuto di un coltello per facilitarne la cottura. Oggi l’umile castagna ha avuto il suo giusto riconoscimento quale frutto prelibato e base per dolci sopraffini, diventando uno tra i simboli principali dell’autunno in tavola. Le ricette a base di castagne sono numerose, e prevedono l’impiego del frutto in forma fresca, essiccata o macinata in farina, ingrediente base di molti dolci e polente. Dal sapore dolce, le castagne sono ottime se mangiate sole, ma perfette anche da abbinare ad alcuni piatti caldi come zuppe e minestre di cereali, legumi e verdure. Tostate e croccanti, possono insaporire insalatone e secondi piatti.

Le caratteristiche organolettiche e le dimensioni delle castagne prodotte a Roncegno ed in Valsugana le rendono di fatto paragonabili ai “marroni”.

 

Schede informative:

CASTAGNO-castagne.pdf

CASTAGNO-caldarroste.pdf

CASTAGNO-cucina.pdf

 

La castanicoltura in Trentino ha una storia antichissima ed un’elevata importanza, rappresentando fino al secondo dopoguerra una importante fonte di sostentamento

 

 

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