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Maso Rozza

Di sera, attorno al fuoco, non c’era nulla di più affascinante per i bambini cha ascoltare i racconti di esseri fantastici e delle loro avventure.

A sud-ovest del maso Rozza, si trovano i “Crozzi de l’orco”, un bosco di latifoglie con numerose emergenze rocciose. Erano “uomini grandi, mezzi selvatici e scarsi di senno, però non erano per niente cattivi. Gli Orchi venivano fuori qualche volta per un ritrovo nei masi là vicini, alla sera, e gli versavano un bicchiere di vino da bere in compagnia. E allora gli orchi chiedevano: “Cos’è questa roba? Da dove viene? Date anche a noi le piante da mettere a dimora, vogliamo berne anche noi”. Allora la gente di quassù, che non è stata tanto brava, anziché dare le piante delle viti, ha dato loro piantine di roveri e di castagni selvatici. E loro sono andati dentro ed hanno piantato quelle piante. E dopo tanto aspettare, dopo diversi anni, son cresciute piante grandi che non facevano né uva né niente. E da allora, nei “Crozzi del’Orco, ci sono quelle piante; ci sono ancora roveri e castagni selvatici”. Tra gli altri personaggi che popolavano i boschi vi erano il “salvanèlo”, una sorta di dispettoso folletto con le gambe di capra ed un cappellaccio grande, e l’”aspio”, un mostro con ali di pipistrello e testa e corpo di serpente.

Vi erano anche le “aguàne”, donne a metà tra fate e streghe che vivevano presso i “Crozzi dele aguàne”: figure simili si trovano in Trentino, Alto Adige, Val Camonica, Veneto, Friuli Venezia-Giulia. Infine, le “strie” della Ilba, streghe confinate in alta montagna dopo il Concilio di Trento, e la “barbantàna... co i denti de fero e la barba de lana”.

Maso Rozza (dal latino arrugia, galleria, con il significato dialettale di “piccolo corso d’acqua”) è probabilmente il maso cui fanno riferimento alcune pergamene di un archivio familiare conservate presso il Tiroler Landesarchiv di Innsbruck e datate tra il XIII e il XIV secolo: il maso descritto è chiamato Antràque, ovvero “tra le acque”, e potrebbe essere identificato proprio con l’attuale maso Rozza. Un dettagliato ed esteso approfondimento si può trovare nell’opera “Un mondo in salita : il maso di Antràque sul monte di Roncegno (XIII-XIV secolo) / Sandra Boccher, Emanuele Curzel, Italo Franceschini; con la collaborazione di Marco Stenico, Marco Berlanda, Matteo Rapanà.- [Trento]: Società di Studi Trentini di Scienze Storiche, 2017”.

 

Scheda informativa:

Maso-Rozza.pdf


Il circuito del Castagno si sviluppa per circa  11 km di lunghezza e 300 m di dislivello articolati in tre anelli

 

maso rozza

 

 

sentieri roncegno castagna
Sentieri

Il circuito del Castagno si sviluppa per circa  11 km di lunghezza e 300 m di dislivello articolati in tre anelli

sentieri roncegno castagna
Sentieri

Questo percorso descrive un anello con partenza ed arrivo in località Erterli a quota 1.442 m slm

castagna riccio
Sentieri

La castanicoltura in Trentino ha una storia antichissima ed un’elevata importanza, rappresentando fino al secondo dopoguerra una importante fonte di sostentamento